Il palazzo dirimpetto sembra un vero varietà, c'è un simpatico terzetto, mamma, figlia ed il papà. Con la radio d'occasione fanno a gara tutti e tre per sentire ogni canzone e cantarle poi da sé. La famiglia canterina, dalla sera alla mattina, zitta zitta, piano piano, fa in sordina il Trio Lescano. Chi vuol sempre Boccaccini, chi l'orchestra di Angelini, chi fa orecchi spalancati per Alberto Rabagliati. Mamma vuol la melodia, ma la figlia invece vuol il maestro Petralìa quando fa un accordo in sol. Il papá si mette in lizza, vuol sembrar Pippo Barzizza, sbaglia il tempo ma che fa, tanto Pippo non lo sa. Quando il sole è già lontano, ogni luce sparirá, ma la radio al quinto piano sempre accesa resterá. Mentre tutto il vicinato finalmente può dormir, un fracasso indiavolato li risveglia lì per lì. La famiglia canterina, dalla sera alla mattina, zitta zitta, piano piano, fa in sordina il Trio Lescano. Chi vuol sempre Boccaccini, chi l'orchestra di Angelini, chi fa orecchi spalancati per Alberto Rabagliati. Mamma vuol la melodia, ma la figlia invece vuol il maestro Petralìa quando fa un accordo in sol. Il papá si mette in lizza, vuol sembrar Pippo Barzizza, sbaglia il tempo ma che fa, tanto Pippo non lo sa. Mamma vuole "Bianca Stella", l'altra vuol "La Carrozzella", il papá canta in sordina la "Madonna Fiorentina". Mentre lei con sentimento canta "Vieni in braccio a me", lui sospira "Vento, vento, te la porti via con te". Ma da quando c'è Bonino canta allegro ogni inquilino e lo sogna da lontan quando è triste il Trio Lescan.